L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

giovedì, 21 febbraio 2008
è meglio viaggiare

una nevicata davvero tardiva imbiancava la vasta piazza delle halles, cenando vedevamo vorticare fuori dalle alte vetrate del novotel fiocchi di neve grossi come diamanti, e altrettanto splendenti quando qualche luce li catturava. ancora adesso, se le difficoltà della vita mi sembrano insormontabili, penso con sollievo che il mondo gira anche senza di noi e che prendendo qualsiasi momento della nostra vita come parametro tutto quello che è successo prima o dopo sparisce e rimangono singoli istanti colti nel vortice del tempo che catturati dalla nostra memoria risplendono per un istante come diamanti.

Postato da: abteilung a 22:36 | link | commenti (4) |

mercoledì, 19 dicembre 2007
alice

alice si stringe contro il muro così può tenere d'occhio la porta nel caso che gli stranieri sghignazzanti cerchino di entrare per calpestare tutti i petali sparsi sul pavimento.

alice nel suo vestitino da party ti ringrazia così ben educata, così serena. ha bisogno di te come ha bisogno dei suoi tranquillanti, per sussurrarle che il mondo è un posto pulito, per darle una definizione, per dirle quando inizierà a piovere, per avvertirla quando il sole splende e assicurarle che lei può avere tutto questo, adesso.

con i tuoi cristalli e i tuoi tarocchi riponi la tua sicurezza nell'illusione, scegli la via più sicura, quella dritta e stretta, non vuoi confusione né sorprese.

alice alla sua festa, vestita per uccidere, vi ringrazierà mentre le voltate le spalle, anche se ha bisogno di voi come ha bisogno delle sue pillole per credere che tutto sia okay...

Postato da: abteilung a 18:30 | link | commenti (6) |

martedì, 13 novembre 2007
silly simphonies

quando il primo raggio di sole attraversa il vetro sporco e si posa esattamente sulla mia palpebra sinistra, che la destra è affondata nel cuscino, e sotto di essa l'orecchio destro tutto storto contro la stoffa sporca del suddetto guanciale, quando entra e si posa dicevo, muovo la mano per un istinto riflesso, o un riflesso istintivo, come a cacciar mosche. e mi rigiro.

più tardi entrano altri raggi, ma a svegliarmi del tutto ci pensa uno strano sbattere di là nel bagno, così spalanco per bene tutt'e due le pupille, e le tengo sbarrate a guardarmi intorno e chiedermi finalmente dove sono piombato.

e allora, solo allora, mi accorgo che la televisione è stata accesa tutta la notte, su un canale che trasmette videopredicatori non stop, il monoscopio del canale è una colomba che regge un minuscolo ramoscello d'ulivo nel becco  e pare abbia una croce che le spunta dal culo. qualcuno ha abbassato l'audio a livelli impercettibili per cui vedo solo la bocca del pastore che si muove ma non sento le sue parole evangeliche.

e penso: "mio dio, mio signore, dove mi sono perso, perché mi hai abbandonato in questo motel in mezzo al nulla, mio dio aiutami ti prego", allora stacco l'orecchio torturato dal cuscino e vedo la stanza con la moquette bruciacchiata come nelle migliore tradizione, il velluto color rosa marcio della testiera del double bed in cui mi trovo steso, sento un odore acre, di sigaretta spenta ormai da molte ore, e anche di qualcos'altro, qualcosa che la mia mente si rifiuta di catalogare.

apro il cassetto del comodino sghembo e dentro c'è, come potrebbe non esserci, una bibbia scritta in americano, così la prendo e leggo a caso sottovoce per minuti o per ore non saprei, cerco di sincronizzare i movimenti della mia bocca con quelli del telepredicatore. salmodio per trovare il coraggio finche non lo trovo.

e allora vado in bagno evitando di guardare il preservativo buttato sul pavimento di piastrelle bianche sbrecciate, lo escludo dalla mia visuale come si escluderebbe uno scarafaggio che zampetta veloce verso lo scarico del cesso, vado direttamente allo specchio sopra il lavello, faccio scorrere l'acqua, poi ritrovo il coraggio di prima e mi guardo, la mia faccia grottescamente deformata dal rossetto sbavato, gli occhi neri di mascara "dio mio" penso "che cos'è questo, chi mi ha fatto questo?", lavo via tutto, continuo a pregare cercando di scacciare i ricordi, di altri buchi neri come questo in cui sono stato risucchiato e da cui sono uscito con lividi peggiori.

la cosa che sbatteva prima è sparita, cerco di capire cos'era ma nel bagno non c'è nessuno, e nulla che potrebbe aver provocato quel rumore. allora torno in camera da letto, cerco i miei vestiti ma trovo solo un abitino rosa, da donna, estivo con le bretelle, e calze a rete e un paio di giarrettiere e scarpe col tacco a spillo. c'è una parte di me che sa perché questi abiti sono qui, ma non la voglio stare ad ascoltare. almeno il mio portafoglio, quello, non sembra diverso, ci sono tutti i soldi dentro, e i documenti che attestano la mia vera identità.

più tardi verso sera, con addosso un paio di jeans neri e una polo dello stesso colore acquistati sull'interstate in un negozietto per camionisti, me ne sto a guardare i cabover che passano a tutta velocità dalle vetrate sudicie di un diner inn. la mia mano giocherella con la croce che ho trovato appoggiata sul comodino del motel, accanto al portafoglio. me la appunto sulla polo, proprio sul cuore. muovo le labbra senza proferire suono, come il predicatore visto in tv.

Postato da: abteilung a 01:44 | link | commenti (8) |
abteilungs symphonies

giovedì, 01 novembre 2007
halloween

'cause every night i fall

Postato da: abteilung a 00:37 | link | commenti (6) |

venerdì, 06 luglio 2007

CREDO IN UN SOLO IO

Io credo in pochissime cose,
nella vendetta di Kayser Soze
credo di essere ancora bambino
credo in Falcone ed in Borsellino.

Credo alla vita anche quando è puttana
nei bucatini all'amatriciana
credo alla pipa di Sandro Pertini
che non siam sudditi, ma cittadini

Credo che è meglio non essere seri
negli otto aromi del chinotto Neri
non credo in Caino, io credo ad Abele
nel Super Santos e nel Super Tele

Credo che nulla possa essere eterno
che la sinistra può stare al governo
Credo ai bicipiti di Cannavaro
Credo di amare un po' troppo il denaro

Credo allo spirito che avevano i Mille
credo che Visco sia proprio imbecille
credo alla legge anche quando è sbagliata
credo ai cateti e alla radice quadrata.

Credo al cuore, le volte che trema,
al cappuccino e al cornetto alla crema
che Roma non sia la sola ladrona,
a Fabio Caressa ed alla bi-zona

Credo di odiare i valzer di Strauss
ho qualche dubbio su Ogino e su Knauss
Credo a chi  non è  del  mio stesso parere
credo che il papa dovrebbe tacere

Credo nei blog della condivisione
nei gialli di classe alla televisione
credo alla fede del missionario
credo, se è secco, al maggioritario

Credo ai miei mille peccati di gola
e che la vita sia in fondo una sola
anche se il vostro poeta rinuncia
a sceglier di "sola" la giusta pronuncia.

stefanopz fecit 6 VII 2007

Postato da: stefanopz a 15:19 | link | commenti (12) |

sabato, 23 giugno 2007
Diario di uno psicolabile - Pubblico

Avevo bisogno di pubblico.

Fu questa la considerazione che mi balenò alla mente. Ma non al presente, non come un imperativo categorico, no. Era un imperfetto falsato, un tempo inesatto così come lo era l’intero costrutto mentale che avevo faticosamente costruito per distogliermi da ciò che stavo facendo.

Avevo bisogno di pubblico. Ma per cosa?

Non stavo facendo niente, non ero da ammirare, non ero niente in quel momento: sfatto da una mattinata distruttiva ero semplicemente lo scarto di un incubo, di un sogno finito male; eppure, sapevo che serviva qualcosa, o qualcuno, che mi osservasse per confermare questa mestizia.

Avevo bisogno di pubblico per denigrarmi, per offendermi.

Era un narcisismo a rovescio, un egocentrismo corrotto e travestito da masochismo. C’era qualcosa che non andava in me, ma non potevo saperlo né vederlo. Com’ero in quell’opera? Come si rapportava a me quel mondo ignaro della mia incapacità? Dovevo saperlo, dovevo avere qualcuno in grado di esaminarmi e di sputarmi metafisicamente addosso la sua stizza.

Avevo bisogno di pubblico.

Continuava a lampeggiarmi questo neon neurale in testa, sul fondo della parete del cranio, premendo contro il cervello per avere il suo riconoscimento, il suo status di chiodo fisso, di necessità assoluta. Non riuscii ad andare avanti con le mie operazioni, accortomi della necessità di questo pubblico fantomatico, di questa invisibile presenza che si potesse ergere a giudice delle mie azioni.

Avevo bisogno di pubblico, e ne avevo bisogno subito.

Lo specchio? Non è imparziale lo specchio, non è attento; è un riflesso di una riflessione, niente di più che uno scherzo della fisica quantistica, in grado di darti attenzioni solo se tu le dai a lui. Lo specchio non solo ti mostra il rovescio della tua esistenza, ma lo fa solo in cambio di eguale attenzione. Non ti dice niente lo specchio, non ti trasmette niente. Fa solo ciò che deve senza un perché, senza un motivo. Lo specchio? Non mi bastava.

Avevo bisogno di pubblico.

Amici? Quella fu la mia maledizione, non ne avevo sottomano, non c’erano persone disposte a sorbirsi l’opera improba di osservarmi in silenzio sperando poi di esser abbastanza analitici e spassionati da potermi dire quanto in basso ero caduto. E stavo sudando, accanendomi contro un bisogno irrealizzabile con un gesto di conforto o pietà; non mi serviva altro che pubblico, la massa anonima od anche solo il singolo critico senza volto che ti indica e ti giudica. Non si capisce niente, eppure ti può dire tutto.

Avevo bisogno di pubblico, anonimo ed esatto.

Mi massaggiai le tempie mentre cercavo di capire, d’intuire, di sapere. Dove trovare il mio pubblico migliore, il più splendido pubblico possibile? Dove, sussurravano i polpastrelli alle tempie mentre carezzavano le sopracciglia, sfiorando il bordo delle palpebre. Ed è lì, in quell’istante, che ebbi l’illuminazione gridata, il lampo che illumina il genio prima di polverizzarne le ossa. Seppi cosa fare, come vivere ancora.

Avevo trovato il pubblico.

All’inizio fu difficile, fu doloroso ed imperfetto. Le dita erano inesperte, il tratto duro e graffiante. Penso che non fossero mai state create per questo scopo, e non so quanto durerà il tutto: ma ero riuscito a farlo. Superato il confine delle palpebre, afferrato delicatamente il bulbo nell’orbita, estrarlo fu qualcosa di simile ad una violenza al contrario, ad uno stupro in uscita e non in entrata. I nervi ottici furono difficili da tenere collegati, tiravano contro il tessuto e più di una volta immaginai si potessero strappare. Ma Lui era il mio pubblico, e lo comprese, adattandosi a quell’impossibilità anatomica. Elastici, di un blu maledettamente intenso macchiato di rosa come un cielo fra il tramonto e la notte, si distesero fino a permettermi di poggiarlo sulla scrivania, di fronte a me. Vidi la mia iride e la bianca sclera avvolta da una ragnatela di capillari fissarmi, e MI VIDI.

Avevo trovato il pubblico, ero IO il mio pubblico.

Credo piansi, mi fu difficile accorgermene in quel momento: dovevo tornare al lavoro.

Postato da: Rosencranz a 19:37 | link | commenti |

giovedì, 07 giugno 2007

C'è una cosa che non capisco:
perché dobbiamo tenerci Visco?
O prodi e fassino danno di matto
o forse son posti sotto ricatto.

C'è chi a guardarlo sembra un salume,
chi un topolino, chi un paralume,
chi un kamikaze cerca a san Siro
vincenzo visco ricorda un vampiro.

Da quando ha incarichi dentro il governo
per i contribuenti è stato un inferno:
le formalità inutili son raddoppiate
e le scadenze anticipate.

Questo inetto percussore di scroti
regala alla destra milioni di voti,
se sui giornali fa un intervento
perdiamo almeno il cinque per cento.

Carissimi prodi e padoa schioppa
vi prego metteteci almeno una toppa.
Per contrastare un po' berlusconi
levateci visco da in mezzo ai coglioni!

Postato da: stefanopz a 08:03 | link | commenti (2) |

mercoledì, 23 maggio 2007
PARLARE PAPALE PAPALE

Fu un errore terribile,
direi gigantesco
quando il Conclave elesse
un pastore tedesco
Il mio primo pensiero,
direi a prima vista
‘gli manca il baffetto
per esser nazista’.

Certo anche Wojtila
fece scempio di sé
quando andò sul balcone
insieme a Pinochet
Ma fece sentire
per tutta la terra
la sua voce straziata
contro bush e la guerra

Invece ratzinger
(lo dico e ridico)
ha un solo obiettivo:
azzerare il nemico.
Odiare gli islamici
ghettizzare i gay,
ecco il credo costante
del papa e la Cei

Vuole pontificare
su sesso e famiglia
m
a non mi risulta
c
he ha moglie e figlia
Vuole pontificare
su cosa è morale,
ma io vorrei dirgli
papale papale,
che non prendo lezioni
da chi predica male
e razzola peggio.

E lo chiamo maiale
Quando ai vescovi scrive
Che è meglio tacere
almeno dieci anni
non si deve sapere.

Ma i preti che hanno
stuprato bambini
non sono peggiori
di ladri e assassini?
Ma i preti pedofili,
(non lo dico per scherno)
non dovrebbero stare
a bruciare all’inferno?

Lo so che la chiesa
non è marcia tutta
se penso a Don Ciotti,
a Teresa a Calcutta,
e ai Comboniani
giù nelle missioni.
La Cei che consente
A chi? A berlusconi!
di pontificare
al family day
che lancia bordate
su lesbiche e gay
cosa vuole davvero?
Cosa vuole che accada?
Chi è il loro dio?
Forse è Torquemada?

La tua chiesa, B16
non è certo la mia,
la tua è la regina
dell’ipocrisia.

Cosa vuoi, la battaglia?
Cosa cerchi, la guerra?
Tu non sei più cielo
tu sei terra terra.

E dentro di me
sento spirito arcaico
il mio cuore di libero
il mio cuore di laico
vorrebbe portarti
una volta davanti
uno soltanto,
non tutti quanti,
uno soltanto di quei bambini
che aveva fede
e si era fidato
di un prete, un tuo prete
che lo ha violentato.

Non li senti, B16
tremare i ginocchi
quando quel bimbo
ti guarda negli occhi?
Hai imposto il silenzio
hai chiuso le porte:
quel bimbo da vivo
conosce la morte.

Stefanopz, un laico, la notte tra il 22 e il 23 V 2007 fecit

Postato da: stefanopz a 08:04 | link | commenti (1) |

lunedì, 23 aprile 2007
A Libitum

Vittima o carnefice di un equivoco(..sopraffatto dal sonno),smarrito nella “foresta dei simboli e delle analogie” mentre provava a raccogliere il pensiero residuo.Intanto intorno Tutto sventolava e danzava

Postato da: diamonds a 17:13 | link | commenti (20) |

venerdì, 20 aprile 2007
RIVOGLIO IL MIO PARTITO


Sarò antico o poco pratico
ma io per il Partito democratico
non provo il benché minimo entusiasmo;
davvero lontanissimo è l'orgasmo
pensando ad un'unione senza amore
fatta per sostenere il professore
ma senza il benché minimo progetto.
E' il solito vecchio italico difetto:
politici il cui unico padrone
è il santo  protettor delle poltrone.

Ed anche se sono del 66
i bei ricordi sono pure i miei:
io mi rammento bene l'emozione
quando alla mia prima votazione
ho potuto votare comunista.
Che gioia per il cuore e per la vista
la croce sulla falce ed il martello;
mi sentivo compagno e un po' fratello
quando invece di Clinton e Tony Blair
il padre di tutti era Berlinguer.

Ancora il cuore mio non si riposa
se penso a quando nacque quella cosa
a cui non riusciva  a dare un nome;
quando la quercia nacque non so come
tra cuori lacerati e discussioni.
E tra esaltazioni e delusioni
ed autocritiche come se piovesse
ci siamo imbarcati nei DS,
lasciando il paese impoverito
senza più lo straccio di un Partito.

E mentre tra cazzate e strafalcioni
regalavamo tutto a berlusconi
ha perso la fiducia della gente
questa inerme classe dirigente:
Moretti gridò forte l'anatema
"con Piero, con Veltroni e con D'Alema
forse limiteremo un poco i danni
ma non avremmo governato per vent'anni".

E per contrastare l'Italia stile bondi
io sono andato a fare i girotondi
trecentomila a seguire Nanni
a dire forte a piazza san Giovanni
che la sinistra è fatta dalla gente
e non dalla sua classe dirigente
perché noi siamo lotta e amore
perché è a sinistra che sta il cuore.

                                             
Contro il Partito Democratico e in memoria del Partito Comunista Italiano stefanopz fecit 19 IV 2007

Postato da: stefanopz a 08:00 | link | commenti (7) |
poeticamente

 

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